domenica 5 luglio 2009

L'ANATRA ZOPPA: INIZIA LA CRISI, CHE E' SOPRATTUTTO POLITICA

Due le motivazioni della crisi che, vista da fuori, risulta davvero difficile da capire. La prima, è la scelta dei tre assessori, ora dimissionari (Salvatore De Monaco, Fabio Bianchi e Fabio Martellucci), fatta da Cusani senza consultare, come da accordi, i vertici della componente ex An che fa riferimento al sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo. In sostanza, Cusani col benestare del coordinatore provinciale del Pdl, Claudio Fazzone, avrebbe proceduto alla nomina dei tre assessori solo con l'ok di Fabio Bianchi in veste di vice coordinatore del Pdl. Non solo, ma Cusani avrebbe nominato alcuni assessori, in particolare Eleonora Zangrillo e Silvio D'Arco, non concordati con gli ex An. Ecco perché questi ultimi si sono rivolti al coordinatore regionale del partito, Vincenzo Piso, per far rispettare le regole. Da qui la figuraccia delle dimissioni dei tre assessori. Così, è partito il regolamento dei conti. Quello dentro il Pdl, che prevede un incontro (forse già oggi) tra Piso, Fazzone e Zaccheo per ristabilire gli equilibri. An chiederà di avere quattro assessori: oltre a De Monaco e Bianchi anche Giuseppe Mochi e Matteo Rossi. Non gradita agli uomini ex An neppure la nomina di un assessore di area Cirilli, Marco Tomeo in quota Udc. Senza una marcia indietro in tal senso, gli ex An sono disposti a riabilitare il gruppo di Macci e Conte e farli rientrare nel Pdl per evitare l'isolamento nel partito. Infine, conti da regolare dentro la componente ex An. Piovono accuse di debolezza su chi ha condotto le trattative per gli assessorati, ma anche preelettorali e alcune poltrone sono destinare a saltare. (da Il tempo, 5.7.09)

sabato 4 luglio 2009

L'ANATRA ZOPPA: LA GIUNTA CUSANI PERDE PEZZI PRIMA DI AVVIARSI

Debutto con colpo di scena per il primo consiglio provinciale del «Cusani bis». Alle 12,45: Fabio Bianchi, Salvatore De Monaco e Fabio Martellucci erano assessori di via Costa, alle 14 in punto avevano già firmato le dimissioni. E per annunciarle pubblicamente si è scomodato nientemeno che Vincenzo Piso, il coordinatore regionale del Pdl, giunto a Latina per mediare tra le varie anime del partito. Molto diplomaticamente, Piso ha detto che «la giunta nominata non rispecchia il partito nella sua interezza», ma alla base della diatriba ci sono due questioni nodali, una prova di forza tra ex An ed ex azzurri. I primi chiedono di avere quattro assessori a via Costa, e non tre, ma soprattutto uomini che abbiano il benestare del vertice della componente ex An. I tre assessori nominati, invece, avrebbero preso accordi direttamente con Claudio Fazzone e con lo stesso presidente Armando Cusani, oltre che con il gruppo dei consiglieri provinciali eletti in quota An. Una leggerezza non digerita dal vertice di An, che si è sentito scavalcato. Il secondo mandato di Cusani inizia, dunque, con una giunta monca, mentre la compagine ex An che fa riferimento al sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo, chiede di poter dare l'ok ai suoi assessori, mettendo sul tavolo quattro nomi: oltre a De Monaco e Bianchi (che lascerebbe la carica di vice coordinatore del Pdl) anche Giuseppe Mochi e Matteo Rossi. Un braccio di ferro con gli ex Forza Italia destinato a proseguire nei prossimi giorni. Sorprese anche nel resto della giunta. Degli altri sette assessori nominati, quattro sono in quota ex Forza Italia: Enrico Tiero, Giuseppe Schiboni, Silvio D'Arco e Domenico Capitani (con i primi tre confermati e D'Arco voluto personalmente da Cusani). L'unica donna del gruppo è la formiana Eleonora Zangrillo, in quota alla «Lista Cusani». Due gli assessori dell'Udc, Gerardo Stefanelli e Marco Tomeo, collaboratore del consigliere regionale Fabrizio Cirilli. «Due assessori tecnici», fanno sapere dall'Udc, come dire due nomi provvisori in vista di accordi definitivi per la partita che si gioca al Comune di Latina. Congelata anche la questione dei doppi incarichi nel Pdl, che verrà affrontata successivamente dal partito, anche se Tiero e De Monaco hanno già firmato le dimissioni in bianco. La seduta nella rinnovata sala Cambellotti, si era aperta con l'appello e le assenze di Mauro Carturan e Umberto Macci (in viaggio all'estero) e l'omaggio floreale del presidente Cusani all'unico consigliere donna, Sesa Amici del Pd. Emozione nei volti dei tanti nomi nuovi in consiglio, poi il giuramento di Cusani. «Abbiamo bisogno di guardare con forza ai nostri doveri - ha detto il presidente - per dare risposte ai cittadini». Scontata anche la conferma di Michele Forte (Udc) alla presidenza del consiglio, con Renzo Scalco (Pdl) ed Enzo Polidoro (Italia dei Valori) come suoi vice, mentre Enrico Dellapietà e Domenico Guidi saranno i segretari di presidenza. «La gente si è stancata di sentirci litigare - è stato il primo commento di Forte - ecco perché il grande astensionismo. Non sono al libro paga di Cusani - ha aggiunto provocatoriamente - ma con lui non ho mai litigato, per il bene della Provincia». Nei loro brevi interventi, Sesa Amici e Domenico Guidi hanno chiesto attenzione per il lavoro delle opposizioni. «E' il frutto di un puro lavoro di equilibrismo tra segreterie politiche, non certo la squadra forte che ci si poteva attendere dopo il risultato elettorale ottenuto dalla coalizione guidata dal Presidente Armando Cusani», di cono Pd e Idv. Il Pdl ha nominato capogruppo Paolo Graziano, mentre il Pd si affida a Enzo Eramo. Nel tardo pomeriggio si era difusa la voce del ritiro delle dimissioni dei tre asessori, subito smentita, anche se questo ha creato ulteriore confusione.(da Il tempo, 4.7.09)

venerdì 3 luglio 2009

RISPOSTA DEL SINDACO DI FONDI AL TG1

Fondi (02/07/2009) - A Silvio Berlusconi
Presidente del Consiglio dei Ministri

All'on. Claudio Scajola
Ministro dello Sviluppo Economico

All'on. Paolo Bonaiuti
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio
Delegato all'Informazione, Comunicazione ed Editoria

All'on.Roberto Maroni
Ministro dell'Interno



Oggetto: TG1 criminalizza Fondi e il Mof/Nota del Sindaco.

C'è veramente da restare esterrefatti di fronte alle modalità e al contenuto del servizio reso da un giornalista del TG1 delle ore 20.00 sabato 27 giugno scorso e riproposto nella mattinata di domenica 28 giugno 2009, che ha suscitato legittime reazioni di dissenso e di protesta da parte dei cittadini.
E' da evidenziare che RAI UNO è di proprietà pubblica, pagata e sostenuta dal canone a carico dei cittadini e per questo ha il dovere di assicurare un'informazione del tutto imparziale, libera da condizionamenti di parte.

Nell'ambito di un servizio di cronaca riguardante la confisca di beni al clan dei Bardellino, la Città di Fondi, che nulla ha a che vedere con tali vicende, viene artatamente inserita nella notizia e ingiustificatamente vilipesa e colpita nella sua identità, e il Mof (Mercato Ortofrutticolo di Fondi)è descritto come luogo in cui la "contrattazione commerciale avviene per contanti". Trattasi di un'affermazione di una gravità inusitata, assolutamente priva di ogni fondamento, tendente ad ipotizzare lo scambio delle merci come affare illecito, determinato e controllato da personaggi delinquenziali. Chi opera e frequenta il MOF non può non restare allibito di fronte alle lesive affermazioni del giornalista Gaeta.
Viene riproposta ormai da tempo risalente un'attività informativa che di fatto si traduce in danni rilevanti di immagine, di ordine morale e di natura economica alla Città di Fondi e al Mof, che costituisce uno dei centri vitali dell'economia locale, comprensoriale. E' irresponsabile accreditare il Mof come una realtà dominata dalla mafia allorquando la totalità degli operatori svolge il proprio lavoro libero da qualsiasi tipo di condizionamento. Indicativo fu lo sciopero generale promosso dagli operatori agricoli e commerciali per protestare fermamente contro una sistematica campagna di stampa tendente ad accomunare il Mof a specifici fatti collaterali oggetto d'indagine giudiziaria.
A fronte di un meritevole lavoro svolto dagli organi investigativi e dalla Magistratura nell'individuare e colpire i diretti responsabili di atti criminosi, si pone in essere da parte di alcuni organi un'attività di informazione e di comunicazione che configura l'intero "sistema Mof" coinvolto in fatti illeciti. Eppoi, rappresentare e configurare il dominio della malavita sul Mof significa ignorare che lo stesso è un Ente economico che vede la maggioranza dei soci rappresentata dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Latina, dal Comune di Fondi, dalla Camera di Commercio di Latina.
La legittima e sacrosanta contestazione non è pertanto sul diritto di cronaca, ma si concentra sullo stravolgimento, sulla deformazione della notizia che produce danni materiali e morali incalcolabili. Inoltre occorre evidenziare che da sempre gli stessi organi dirigenti dell'Ente e gli operatori esercitano un'azione di prevenzione e di collaborazione con le Autorità preposte, con le Forze dell'ordine, consapevoli della necessità di arginare ogni forma di contaminazione delinquenziale, a tutela dell'immagine, della moralità e del buon nome della struttura commerciale e di una intera classe mercantile che ha fatto scuola nel panorama comprensoriale e nazionale.
Né il sottoscritto nella sua veste di Sindaco, né l'intera classe di governo cittadino, nessuno dei componenti del Consiglio comunale, a far inizio dal suo Presidente, ha giammai sottovalutato la gravità e la pericolosità di tentativi di infiltrazione malavitosa. La consapevolezza di amministrare una città dalle notevoli risorse socio-economiche, di interesse commerciale, di rilievo turistico, che tra l'altro è situata al centro delle due grandi arre metropolitane romana e campana, ci induce ad innalzare il livello dell'attenzione, della prevenzione nell'esercizio dell'attività amministrativa fondata sulla trasparenza, sul rafforzamento del processo democratico e partecipato, di concerto con una doverosa e proficua collaborazione con le Forze e gli Organi investigativi e di vigilanza, con la Magistratura, onde impedire e recidere alla fonte ogni possibilità di intreccio della criminalità con aree di inefficienza e comportamenti conniventi;
La gravità della notizia trasmessa dal TG nazionale raggiunge il suo apice allorquando il giornalista afferma espressamente che "L'avanzata dei clan ormai è riferita anche alla Città di Fondi, il cui Consiglio comunale sarà sciolto nei prossimi giorni", in aperta violazione dei più elementari principi sanciti dalla Carta dei doveri del giornalista, della verità sostanziale dei fatti. Si è al cospetto di un'informazione, di un supposto diritto di cronaca e/o anche di critica che prevarica requisiti rigorosi quali: la verità, l'interesse pubblico, la continenza formale (requisito che attiene alle modalità di comunicazione della notizia, che nel caso del mezzo televisivo assume rilevanza maggiore, disponendo di tecniche di suggestione molto più sofisticate rispetto alla carta stampata).
La più sfacciata ed impudente parzialità informativa del giornalista in questione è mostrata altresì dal dare per certa una decisione assai delicata, riguardante il più alto organismo di democrazia rappresentativa di un comune, allorquando detta decisione non è ancora stata presa e formalizzata essendo all'esame del Consiglio dei Ministri.
Emerge una conclamata irriverenza ed una sfrontata violazione del rispetto degli organismi istituzionali nell'accreditare e nel dare per scontati atti di governo ancora in corso di esame e la cui adozione potrebbe avere segno del tutto opposto a quello comunicato. Quale credibilità e autorevolezza può avere tale fonte informativa?
Di tale gravissimo episodio che costituisce l'ulteriore tassello di una campagna di disinformazione e di indubbia lesione nei confronti della Città di Fondi, lo stesso Consiglio dei Ministri dovrebbe farsene contezza al momento del suo pronunciamento sulla vicenda del Consiglio comunale di Fondi.
Il diritto alla libertà d'informazione prevista dall'art. 21 Cost. per taluni giornalisti diviene una sorta di paravento per propalare, invece, fatti, vicende e notizie non connotate da inoppugnabili elementi di verità, ma piegate a logiche aberranti di conflittualità e scopi strumentali di cinico scontro di potere politico.
Che un organo di rilievo nazionale qual è il TG1 possa declinare l'esercizio della libertà di espressione e di informazione a tale infimo livello, suscita doverosa preoccupazione in chi crede nel requisito importante della verità dei fatti e dovrebbe di conseguenza allarmare gli organi di indirizzo e di vigilanza del ministero di competenza.
La vera lotta alla mafia e alla criminalità organizzata non trova certamente supporto e beneficio da parte di operatori dell'informazione di tal fatta, che rispondono esclusivamente a logiche e a interessi di parte ed il cui obiettivo si traduce in termini di gravissimi danni di varia natura alle istituzioni pubbliche nonché ai privati cittadini, privandoli oltretutto del sacrosanto diritto alla verità dei fatti, quale condizione essenziale per esercitare la sovranità popolare (art.1 Cost.).
Alle SSLL sono riservate le valutazioni e i conseguenti provvedimenti del caso.
Distinti saluti.

domenica 21 giugno 2009

L’AQUILA: VOLA LA MUSICA ITALIANA

20 giugno 2009, Roma. “ E la vita e la vita si fa grande così, e comincia domani”: sono questi versi della celebre canzone “Domani” dei cinquantasei artisti uniti per l’Abruzzo, incisa per la ricostruzione, il consolidamento ed il restauro del Conservatorio "Alfredo Casella" e della sede del Teatro Stabile d'Abruzzo dell'Aquila colpiti dal sisma. E sono gli stessi che hanno chiuso l’emozionante ed irripetibile concerto che si è svolto ieri sera allo stadio Olimpico di Roma, ideato da Renato Zero, e realizzato con la collaborazione dei numerosi amici e colleghi “maschili” – unica cantante presente: Fiorella Mannoia – con lo scopo di devolvere il ricavato ottenuto con la vendita dei biglietti ( dai 25 ai 70 euro) per la ricostruzione dell’Università degli Studi dell’Aquila. A testimonianza della trasparenza con cui si è organizzato l’evento – con il finanziamento degli artisti stessi e di alcuni sponsor, l’utilizzo dello stadio ceduto gratuitamente dal CONI, e del palco allestito quattro giorni per il concerto dei Depeche Mode – era presente il rettore dell’università aquilana, Ferdinando Di Orio, presentato durante la serata dai cantanti romani: Fiorella Mannoia e Renato Zero. Il rettore ha ringraziato i presenti e l’Italia intera per i contributi donati alla sua città, incitando i ragazzi abruzzesi – cinquantadue universitari in rappresentanza – a non abbattersi, perché “ L’Aquila tornerà a volare”.
Nonostante serietà e drammaticità fossero le fondamenta di quest’evento musicale, la grinta, l’entusiasmo, la voglia di combattere, la ricerca di serenità, erano quanto si percepiva di questo gioco empatico di applausi, luci e brividi. Un tripudio di emozioni, un vortice di braccia alzate al cielo, un’ipnosi collettiva derivante da accordi e pause armoniche. E così, attraverso la conduzione simpatica e goffa di Giorgio Panariello, e quella sarcastica ed elegante di Serena Dandini, sono trascorse cinque ore di spettacolo, duetti e colonne sonore delle nostre vite. Ad aprire lo show, le scariche elettriche della chitarra di un napoletano doc, Pino Daniele, seguita dalla voce blues di Mario Biondi, e dai cantautori romani: Luca Barbarossa, Michele Zarrillo e Amedeo Minghi.
Con l’entrata sul palco di Claudio Baglioni, l’ordine di posti a sedere sul prato dell’Olimpico, si è dissolto: tutti in piedi, si sono avvicinati alle transenne, per ascoltare: “Strada Facendo”, “Mille giorni di te e di me” ed il duetto con Fiorella Mannoia “Amore bello”. Senza alcuna pausa, lo stesso Baglioni ha introdotto Gianni Morandi, suo amico,con cui ha cantato “ Un mondo d’amore”.
Così si è giunti ad uno dei momenti più toccanti, l’esibizione del premio oscar alla carriera: Ennio Morricone, che con la sua orchestra ha diretto la composizione da lui scritta per il film “C’era una volta in America”, al cui termine tutto il pubblico ha ringraziato alzandosi in piedi.
Subito dopo, c’è stato l’ingresso di Sabrina Ferilli, Renato Zero, Cristian De Sica per “Roma non fa la stupida”, seguiti subito dopo dall’esibizioni di Lucio Dalla, Ivano Fossati, Gigi D’Alessio, Antonello Venditti e Fiorella Mannoia, ognuno dei quali ha intonato i successi musicali della propria carriera.
All’interno delle esibizioni degli artisti c’è stato nuovamente un momento di “interruzione sinfonica”, con la presenza del compositore Nicola Piovani, che ha proposto la colonna sonora del film “La vita è bella” e de “Il marchese del Grillo”.
Avvicinandosi alla fine, verso la mezzanotte, come in tutte le più belle favole, è apparso il re della città capitolina, l’ideatore dell’evento, lo show-man e trasformista per eccellenza: Renato Zero, ed è in questo momento che è avvenuto il Duetto con la D maiuscola, che ha immobilizzato le migliaia di persone presenti: quello di Zero con il frontman dei Negramaro, Giuliano Sangiorgi con “Cercami”. Da questo momento in poi, i battiti si sono accelerati, come le note, in conformità con i passi di danza del grande Renato, arrestando la stanchezza di una giornata iniziata dieci ore prima, tra le file d’attesa per l’apertura dei cancelli. Così il re dei sorcini è uscito di scena dopo un ultimo duetto con Gino Paoli.
A chiudere la magica serata romana, un giovane salentino doc, dalla voce unica ed inconfondibile: Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, che si è esibito al piano, accompagnato dalle dolci note del violino di Mauro Pagani in “ Solo per te” e “Meraviglioso”.
Non penso che con una maggior quantità di parole, sarei riuscita a spiegare la magia che stanotte avvolgeva lo stadio romano, e che fondeva le energie degli artisti con le nostre, quelle di bambini, ragazzi, adulti,anziani. Ma lo stesso Renato Zero ci ha esortato durante la serata, di “parlare domani di ciò a cui avete assistito, perché la musica non è solo per quel pubblico idiota che deve ascoltare solo punk, solo tecno, solo rock”, la musica è universale, perché il suo linguaggio è universale. Ed il messaggio di questa notte di mezza estate era un messaggio di solidarietà ed unione verso dei nostri fratelli, con un tentativo riuscito di concretizzazione per contribuire alla rinascita e alla ripresa del volo. Sempre più in alto.

giovedì 18 giugno 2009

IL SUCCESSO E LA SFIDA ( parte seconda)



Del successo e delle prospettive politiche abbiamo già scritto in un precedente post, ma il consigliere Franco Taddeo deve affrontare una seconda, e non meno impegnativa sfida, quella amministrativa. già lo aveva accennato egli stesso a più riprese durante la campagna elettorale: il futuro amministrativo passa attraverso una stretta cllaborazione dei comuni limitrofi del Sud Pontino.
Circa dieci anni fa questa collaborazione ebbe inizio cn una sorta di consorzio dei servzi sociali tra i comuni di Santi Cosma e Damiano, Castelforte, Spigno Saturnia e Minturno: l'esperimento ebbe un notevole successo, oltre che in termini d finanziamenti regionali ottenuti, soprattutto per un miglioramento dei servizi offerti alle collettività, tant'è che questa sperimentazione venne estesa a tutti i comuni del distretto sanitario Formia Gaeta, ove è ancora operante quale consorzio tra i couni stessi e la Azienda Sanitaria Locale.
certo è che l'integrazione dei serivzi socio-sanitari che ha riguardata tutti i comuni del nostro distretto, è un esempio chiaro di come si possa migliorare il servizio senza dover affrontare costi aggiuntivi. Ed è questo il principio che si vuole avere come punto di riferimento per intraprendere un percorso comune con Minturno, Spigno Saturnia e Castelforte, per consorziare alcuni servizi a domanda individuale, primo tra tutti:
1) la raccolta dei rifiuti solidi urbani, tra i comuni citati in tre( Castelforte, Santi cosma e Damiano e Spigno Saturnia) il servizio di raccolta e trasporto è assicurato dalla medesima impresa con modalità differenti ( differenziata a Castelforte, mista a Santi Cosma e Damiano e tradizionale a Spigno Saturnia).
L'occasione di un consorzio di comuni può essere l'occasione di un passaggio generale alla differenziata a porta a porta, ma al tempo stesso contestualmente servirebbe ad iniziare un discorso con la stessa Minturno ove il problema appare più complesso per la espansione notevole per prodotto rifiuti soprattutto in relazione alla stagione estiva.
2) Trasporto scolastico: per la contiguità territoriale e la presenza mista nelle scuole il problema interessa principalmodo i comuni di Santi Cosma e Damiano e Castelforte.
3) Mensa scolastica: la centralizzazione del servizio sicuramente contribuirebbe ad abbassare i costi e a migliorare la qualità del servizio.
4) Trasporto pubblico: armonizzare il trasporto pubblico tra i quattro comuni significherebbe dare un'opportunità di migliorare la mobilità del cittadino nell'intero comprensorio e da qui rilanciare l'insediamento urbano sul nostro territorio. La finalizzazione di questo obbiettivo, in verità, necessita di grnade attenzione perchè ritengo che proprio l'incremento dell'insediamento urbano nei comuni di Minturno e Santi Cosma e Damiano sia stato alla base delle aggressioni politico-giudiziarie che le amministrazioni di Minturno e Santi Cosma e Damiano hanno dovuto affrontare nel recente passato; in ogni caso l'argomento merita di un'analisi approfondita che dedicherò in qualche post successivo.
5) Sicurezza del territorio:il coordinamento dei servizi delle polizie municipali è l'inizio di un percorso che deve portare all'istituzione di un corpo di volontari per la vigilanza del territorio che si integrino e facciano riferimento alla polizia comunale.
Come si vede gli impegni in futuro non mancheranno, e a questa sfida non solo il consigliere Taddeo è chiamato, ma gli stessi consiglieri Graziano e Fusco, che nell'ambito della maggioranza che regge la provincia di Latina sono stati investiti del consenso di rappresentanza dagli elettori: in bocca al lupo per quello che vi aspetta!

martedì 9 giugno 2009

IL SUCCESSO E LA SFIDA ( parte prima)

Franco Taddeo, per la seconda volta consecutiva viene eletto nel collegio di Castelforte consigliere provinciale nelle liste del PDL con una percentuale ragguardevole che supera il 40%. Ma il successo va al di là di ogni più rosea previsione se si considera che anche il presidente Cusani a Santi Cosma ha raggiunto il 77% dei consensi, il 66% a Castelforte, il 60% a Spigno saturnia. A sSanti Cosma e Damiano il 76,7% dei consensi al presidente Cusani sono derivati dal Pdl e nell'intero collegio di Castelforte il 57,7% i consensi a Cusani sono derivati dal PDL.
Mettendo insieme i tre comuni, Castelforte, Santi Cosma e Damiano e Spigno Saturnia, quattro elettori su dieci hanno dato fiducia a Franco Taddeo: qualcuno potrà dire che sono pochi o che sono tanti, certo è che il peso che Franco dovrà portare sulle spalle è notevole.
Il consenso comporta la responsabilità di gestire con oculatezza una potenzialità oltre che amministrativa soprattutto politica.
Il primo passo deve essere principalmente politico: non si può sottacere sulla lotta tutta interna al Pdl pontino che ha portato alla creazione dell'"AREA NUOVA", che fa capo al duo Ciarrapico-Conte. Certo è che se si inizia a parlare di chi ha vinto e chi ha perso nella sfida non si va da nessuna parte, e si fa solo del male al PDL. Le condizioni di conflittualità tra l'asse Cusani-Ciarrapico possono determinare anche dei limiti dal punto di vista dell'azione amministrativa, ma l'esigenza di chiarezza è devivata dalla stessa risposta che l'elettorato ha voluto dare.


I consensi di Area Nuova, pur essendo la sommatoria di personalità "contro" l'asse Cusani-fazzoni sono tali e tanti da esprimere il malessere che ha investito l'intero Pdl: la conseguenza immediata è stata quella di aver consegnato, ancora una volta, al senatore Michele Forte le chiavi di tutta la politica del sud Pontino. Nel momento stesso in cui i suoi voti sono stati determinanti nell'economia della vittoria e nella riconferma del presidente Cusani! Ma per noi, che del sud pontino siamo parte integrante, è stata questa una vittoria? E' questo l'interrogativo cui dobbiamo rispondere, ed è questo l'interrogativo da cui partire per decidere il nostro futuro politico, che va da Gaeta fino a Castelforte! L'asse dei senatori si sosterrà a vicenda, e sostenendosi a vicenda amplierà enormemmente la possibilità di azione del movimento dell'attuale sindaco di formia, per cui sarà inevitabile per il PDL locale, non dico un declino, ma quantomeno una impossibilità oggettiva ad ampliare i consensi, cosa che già è avvenuta a Formia e Gaeta, ma che si è arrestata a Minturno e nel collegio di castelforte: il perchè di questo arresto è nel radicamento sul territorio dei vari personaggi politici in cui si identifica il PDL; ed è proprio da queste radici che dobbiamo trovare stimoli e forza per ripartire. Se, però, è scontato la nostra presenza nello schieramento di centrodestra, non può essere affatto scontato la nostra presenza nel Pdl, che nel nostro territorio è costretto, ancora una volta, a pagare dazio all'udc, cioè al senatore Michele Forte. E' lo stesso radicamento territoriale ad indicare a noi stesso il percorso su cui siamo obbligati a muoverci e che ci porta ad un riferimento politico che fa capo alla Lega Nord, che, come movimento politico, sembra essere l'unico che potrebbe garantire a noi stessi di uscire dal pantano su cui ci hanno costretto a muovere sia l'asse Cusani-Fazzone che l'asse Conte-Ciarrapico. E' questo scontro che ha decretato la morte del pdl nel sud Pontino, ma i consensi sono tali e tanti che è non solo impensabile, ma anche eticamente inaccettabile disperdere questa volontà dell'elettorato.

Il banco di prova di quanto affermato è vicino ed è rappresentato dal rinnovo del consiglio regionale della regione Lazio nel 2010: i numeri perchè questo movimento in tutta tranquillità possa esprimere un proprio rappresentante in seno al consiglio regionale ci sono, e non è detto che questa debba avvenire per forza nell'ambito del PDL!

sabato 6 giugno 2009

STRANO DESTINO DI UN CANDIDATO FANTASMA.


ITALIA DEI VALORI: MA QUALI?
Giorni fa sulla classica piattaforma mediale un ragazzo del sud pontino, chiedendosi chi votare per le prossime elezioni provinciali, rispondeva di non saperlo; ma era certo di una cosa, non avrebbe votato quei candidati che in maniera selvaggia avevano occupato tutte le superfici occupabili del comprensorio, ed invitava tutti a fare allo stesso modo.
Subito, però, gli faceva eco un candidato preoccupato del tam-tam sulla rete, dicendo di non avere nessuna colpa, che, invece, andava addebitata interamente alla radio locale che stava curando la sua propaganda elettorale.
Certo che se avessimo voluto seguire il saggio consiglio di quel ragazzo, la nostra scelta sarebbe dovuta cadere su pochissimi candidati, primo tra tutti, quello dell'Italia dei Valori, che chiameremo signor G, per rispetto del momento elettorale.
La cosa strana, però, è che questo signor G, all'indomani della presentazione delle liste, si recava nella sede del Tribunale competente di Latina, per ritirare la sua candidatura, "in quanto la segreteria provinciale era al corrente dell'accordo che se fosse stato candidato una particolare persona del PD, lui avrebbe desistito" (Latina Oggi, 12.5.09, pagina 34)!
Ma ancor più strano è stato l'appello pubblico finale del signor G: " Votate non me, ma chiunque, purchè non sia quello candidato dal PDL, anche se sono solo io a poter contare dell'amicizia del coordinatore pontino del PDL, senatore Claudio Fazzone, di Fondi" ( appello finale di Santi Cosma e Damiano), oppure "Votate non me, ma il candidato dell'UDC, che è l'unico che può essere eletto in questo Collegio" (appello finale di Castelforte), dimenticando, tutto di un colpo, l'accordo alla base della sua desistenza.
La democrazia è bella ed affascinante perchè permette a tutti di affacciarsi sul palcoscenico pubblico, anche ai tanti signor G, che da più parti sono corsi nella casa politica di Di Pietro, il quale, novello Tespi, ha raccolto sul suo carro il tutto e il contrario di tutto.
E non è certo a lui, ex questurino, che vogliamo insegnare il mestiere di come poter verificare i trascorsi personali dei tanti signor G, che attorno a lui si sono affollati, e per i quali lo stesso Grillo ha invocato pulizia!
Eppure già in precedenza lo stesso Di Pietro ha dovuto espellere dal suo partito, a seguito dello scandalo di Acqualatina, un altro esponente della politica pontina, un tale avvocato Paride Martella, presidente UDC della provincia per due mandati, per tanti anni presidente del consiglio di amministrazione di Acqualatina, che, appena approdato all'Italia dei Valori, diveniva consulente legale dell'allora ministro delle Infrastrutture.
Se vogliamo realmente nella politica coltivare e perseguire i Valori, quelli con la V maiuscola, è necessario, e consentitemi il paragone agricolo, passare nel sataccio tutti , proprio perchè i tanti signor G possano passare con la pula, e quello che resta possa rappresentare un seme di speranza per i nostri figli: quantomento di trovare una politica un po' più credibile!